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PASSIONE E VELOCITA'.

Da giugno Siegfried collabora anche con la rivista “AUTO” sulla quale tiene un “Blog” in ultima pagina. Vi inviamo le riflessioni della prima puntata.


Quando leggo di consigli di guida spesso mi sembra di leggere uno di quegli articoli sul sesso che promettono, se li seguite, felicità e prestazioni eccezionali. Sono ricchi di consigli tecnici, metti una mano lì, un dito là, di punti G da scoprire; parlano di sesso e trascurano una componente fondamentale, l’attrazione, il cercarsi, l’amore. Così quando si parla di auto mi piace parlare degli infiniti punti di corda, perché la tecnica è una e precisa ma se non c’è disponibilità all’ascolto, sensibilità, non si svilupperà mai vero amore e comprensione con l’auto. E con le persone.

A volte leggo risposte complicate a domande semplici. Ad esempio sul differenziale. La coppia che arriva al differenziale viene ripartita al 50% su entrambe le ruote motrici. Già, ma solo in rettilineo! Infatti il differenziale (lo dice la parola stessa), ha proprio la funzione di ripartire la coppia in modo “differente” perché, nel percorrere una curva, la ruota interna deve fare meno strada, e quindi meno giri, di quella esterna. Ma non basta; la coppia che arriva al differenziale, tende a scaricarsi nella direzione in cui incontra meno resistenza. Ecco perché la ruota interna pattina nelle accelerazioni in percorrenza di curve strette (su quella esterna per effetto del rollio grava maggiore peso, quindi ha più aderenza); ecco perché se sono con mezza auto nel fosso e accelero tutta la coppia si scarica sulla ruota sospesa e l’auto non si muove. Ci vorrebbe un differenziale “autobloccante”…


Promuovere la sicurezza deve essere un obiettivo concreto e misurabile. Gran parte degli incidenti sono dovuti alla fretta e alla conseguente eccessiva velocità e imprudenza nei centri urbani. Quando si mette un semaforo su un incrocio che da il verde ad una via e il rosso alle altre tre forse si riducono gli incidenti in quel punto. Ma si creano file mostruose e automobilisti esasperati che, mossi dalla fretta, dalla rabbia e dal ritardo accumulato, assumono comportamenti pericolosi. L’incidente che si credeva di avere eliminato, viene solo spostato più avanti. Così è per la velocità: bisogna favorire al massimo i flussi di traffico, magari più lenti ma costanti. Per questo in passato ho scritto al Ministro che non voglio andare a 150 Km/h, ma vorrei potere andare sempre a 130!

La ragione ci guida: dal punto di vista del pilota la guida è affidata alla ragione e non certo all’istinto. Non serve infatti pigiare il piede sull’acceleratore se lo si fa nel momento sbagliato così come non frenare vuol dire solo arrivare “lunghi” in curva. Il resto è solo chiacchiera. Penso a questo guardando come spesso le scelte dei guidatori sulla strada siano del tutto irrazionali: infatti vedo auto che continuano ad accelerare davanti a un semaforo rosso, altri che si avvicinano a veicoli più lenti rapidamente per poi dover frenare di colpo, motorini che sgasano da fermi in attesa al semaforo per tenere su di giri il motore. Tutti comportamenti che ci fanno capire che ci facciamo guidare più dalla fretta che dalla ragione. Ma accelerare davanti a un semaforo rosso non ci fa arrivare prima, dovremo fermarci comunque! Sarà forse per questo che in autostrada anche chi va piano tende a non occupare la corsia più a destra perché così ha la sensazione di essere più veloce, anche se in presenza di curve a destra facendo così percorre almeno 50 metri in più?

La Ferrari oltre che un mito, rappresenta un punto d’arrivo dei desideri di molti appassionati. Fra le tante motivazioni che spingono i possessori all’acquisto, desiderio di apparire o passione sportiva per la velocità, credo che ci sia anche il desiderio di possedere un’auto che vada oltre il classico mezzo di trasporto e sia un simbolo di massima evoluzione tecnica; insomma, un oggetto di alto artigianato. E quando mi trovo a viaggiare in autostrada, spesso scopro che le Ferrari sono molto più rispettose dei limiti di velocità di tante turbodiesel di fabbricazione tedesca. Così, dato che viviamo in un periodo dove la velocità sarà sempre più bandita dalle strade, l’inquinamento aumenta e le riserve di petrolio calano, mi chiedo che futuro avranno queste auto da sogno e immagino di guidare una bella Ferrari con un motore come quello che vinse primo il mondiale di Formula Uno nel 1961. Era un 6 cilindri di 1500 cc. a V con un angolo fra le bancate di 120° ed erogava 190 cavalli a 9500 giri/min.; oggi si potrebbe fare anche di meglio. C’è proprio bisogno di supercilindrate per amare l’automobile e la velocità?

Si ringrazia "Auto" per la gentile concessione.
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